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sabato 18 novembre 2017

DI GOLA SI MUORE





Non sarà facile per me scrivere questo post...e spero di poter essere chiara nello scrivere ciò che ho vissuto direttamente in questi mesi.
Ma la voglia di denuncia e condivisione è talmente forte, che ho bisogno di esprimere con parole scritte questa esperienza.

Esperienza,questa, che potrebbe vivere ognuno di noi...

 Sono ormai tanti anni che la mia alimentazione esclude tutto ciò che abbia a che fare con le proteine animali ed i suoi derivati, cercando di alimentarmi nel modo più "pulito" possibile, con piccoli sgarri che mi concedo una volta al mese, e forse anche meno.
E per sgarri intendo, mangiare del pane, o concedermi del fritto!

Mio padre era a conoscenza di questa mia scelta, e spesso sorgevano discussioni (anche animate), riguardo a questo.
La classica mentalità di chi pensa che le proteine ed il ferro, per forza di cose, le trovi solo ed esclusivamente nella carne rossa; anzi meglio ancora se ti fai del fegato in padella!
Che poi se ci pensassimo bene un attimo, il fegato non è altro che un organo filtro, che depura il corpo e permette di eliminare le tossine, quindi non vedo perché io me lo debba mangiare!
Stesso discorso vale per i reni...sempre organi filtro, e credo sia meglio che rimangano lì dove sono; e se proprio dovete, o volete, mangiare carne, EVITATELI.

(Non sto qui a raccontare di quanto le proteine animali ed i loro derivati, possano davvero nuocere negativamente sul nostro organismo; anche perché ormai sul web potete davvero trovare miriadi di documenti e studi, che trattano l'argomento; e sicuramente molto meglio di quanto lo possa fare io!)

Quello che voglio testimoniare, è che ho potuto vedere, come anni di alimentazione sregolata e vita stressante,abbiano portato una persona a morire.

Spesso sentiamo in giro dottori, che affermano di quanto la genetica possa influenzare sulla nostra salute; in parte credo che sia vero, ma per quanto riguarda la comparsa di tumori, non ne sono del tutto convinta.
Nel libro "L'intestino felice" di Giulia Enders, viene spiegato molto bene come, non solo il nostro organismo combatte quotidianamente i tumori, ma anche (e soprattutto) come il corretto funzionamento del nostro intestino, che non si limita solo a fare la cacca una volta al giorno o tutti i giorni, ma riguarda il benessere della flora batterica intestinale, che spesso uccidiamo proprio con il cibo.
E se questo grandioso organo funziona male, funzionano male anche tutti gli altri organi; perché è LUI che parla a tutto il nostro corpo, scompone il cibo, sintetizza vitamine e compagnia bella, per poi dirigerlo agli organi competenti.
Quindi se mangi lo schifo, e per schifo non intendo solo carne, latte e derivati, ma anche cibi (vegan) confezionati, stai tranquillo che prima o poi il tuo corpo "ti farà capire bene che qualcosa non va"!

Certo per mio padre, e per persone che mangiano tutt'ora come lui, è stato molto più facile ammalarsi...

Tra un pranzo o una cena di QUATTROSALTI IN PADELLA per almeno una decina di anni, del foie gra e formaggi belli stagionati durante la sua permanenza in Francia, aggiungiamoci anche dei fantastici condimenti super unti, come soffritti e salse; tutto non accompagnato da verdure o frutta!
Ah dimenticavo i carboidrati...eh si, perché essendo lui un carboidrato dipendente...la pasta la mangiava con il pane!!!

Eeeee....BUUUMMMM

Il suo corpo ha iniziato a cedere, anzi dovrei dire "ha iniziato a parlargli"!
Eh si perché LUI, il nostro caro corpo, ci parla sempre, ma noi proprio col CAVOLO che lo ascoltiamo.
Ma vuoi mettere dei bomboloni alla crema, o una pasta al pomodoro dove gli spaghetti nuotano nell'olio sommersi dal parmigiano?? e che dovrei mangiare della verdura della frutta, o dei cereali in chicco, o semi di zucca, lino e compagnia bella, che mangiano solo gli uccelli??
Ma scherzi?? Dovrei rinunciare a tutto questo, per stare bene!?

Naaaa...io mi strafogo di cibo mal cucinato, mal condito, così non solo fegato e reni vanno a ramengo, ma inizio ad avere dissenterie croniche e prima ancora, siccome LUI (il corpo) ci parla, inizio a darti dei segnali con delle febbri leggere ma...cicliche; così se il tuo medico di base NON è BRAVO, te le curerà come se fossero delle febbri stagionali!

Ed è così che è successo a mio padre, e non solo a lui; ho potuto averne conferma da altri malati di cancro, le chiamano "febbri neuroplastiche".

Come ho scritto sopra, è una febbre leggera, la sua temperatura massima arriva ai trentasette gradi e mezzo, ma...si ripresenta dopo quindici venti giorni. La febbre, il senso di forte spossatezza, dura più o meno una decina di giorni, si sta bene tre o quattro giorni, e poi...ricompare.

Avevo voglia io a dire ad una persona di coccio come lui di fare degli esami, cosa che ho prontamente gli dissi, non solo per la febbre, ma anche per il suo mal funzionamento dell'intestino, poiché spesso aveva attacchi di dissenteria acuta improvvisi.

Ma non voglio elencarvi il calvario della malattia e della famiglia, che tra l'altro è durata davvero poco, perché il tumore al fegato (ho scoperto dopo che tutto era partito da lì), è ancora più veloce di quello al pancreas.
Posso dirvi che se tre anni fa mi avesse ascoltato, non si sarebbe trovato con un carcinoma metastatico( metastasi a tutte le ossa e agli organi filtro, quali reni e polmoni)

Quello che mi preme qui, ora, è poter testimoniare che davvero di GOLA SI MUORE...sia che si mangi carne, latte e derivati, o piatti Vegan confezionati, perché comodi da cucinare!

Prestiamo più attenzione a ciò che mangiamo e ciò che compriamo, perché...il corpo poi non ce la fa più e butta fuori tutto; può essere una semplice intolleranza alimentare, una disfunzione di un organo vitale o peggio ancora un  tumore; e magari prendersela con un po' più di calma in questa frenetica vita non ci farebbe affatto male.

Non prendetelo come un "articolo" allarmista, il mio è solo un desiderio che tutti noi si possa davvero riflettere su come ciò che mangiamo possa influenzare negativamente o positivamente il nostro corpo e la nostra vita.





venerdì 8 gennaio 2016

METTI UN POMERIGGIO SQUISITO DA...SQUISINI

A volte capita che, partecipando ad un evento di Vegan Italy (rivista del settore vegan), buttando una frase, si possa poi creare un incontro speciale, in un posto speciale.

Questo è ciò che è successo il 13 dicembre a Milano, zona naviglio, e precisamente in Via Col di Lana 12: un incontro tra foodblogger.
In un cortile interno, della vecchia Milano, praticamente nascosto, se non fosse per il nome sul citofono, esiste questo laboratorio-negozio.

Essendo in pieno centro, vi consiglio vivamente di prendere i mezzi, il tram n°9  (capolinea Porta Genova Linea 3 della metro),vi porta proprio di fronte al portone. Un portone enorme, di legno. con a fianco la tastiera del citofono in ottone; basta suonare ed entrerete in un cortile, un po' anonimo; forse il frutto delle ristrutturazioni degli anni passati, ma proseguendo, andando fino in fondo e scendendo le scale sulla destra, vi immergerete in una situazione totalmente diversa e calda.





Non conoscevo questo posto, e devo ringraziare tantissimo una mia cara conoscenza; devo dire che i social network danno la possibilità di conoscere persone molto interessanti!

Appena varcata la soglia dell'ingresso, io e mia figlia ci siamo semplicemente immobilizzate per ammirare questo locale; semplice, dalle luci calde, ed i tavoli in legno. Poche cose per arredare, ma scelte con cura, essenziali, senza troppo chiedere. Un arredamento modern vintage, con pochi mobili e tavoli, anche perché il negozio-laboratorio è pensato più che altro come un take-away. La zona di sosta, infatti, è rappresentata da un grande tavolo sulla sinistra, ed una mensola di appoggio sulla destra, con qualche sgabello, per chi vuole gustarsi le "bolle"  in comodità.




Ed eccoci al punto focale: il prodotto, la bolla di pane ripiena!

Ed è questa la novità, perché queste bolle di pane, non solo sono preparate con ingredienti biologici e di qualità, ma sono anche suddivise per regioni. Eh già avete letto bene, perché la filosofia e peculiarità di Squisini, è quella di portare regionalità e tradizione all'interno di una "bolla di pane". Ma cosa ulteriormente interessante, è la presenza nella loro offerta, delle "bolle di pane"vegan!
Quindi una tappa "obbligata" se doveste trovarvi da quelle parti, suonate al citofono ed immergetevi nel calore delle bolle Squisini.







domenica 29 novembre 2015

ARROSTO DI SEITAN CON CREMA DI VERDURE

Finalmente riesco ad impossessarmi del blog, e poter scrivere di ciò che più mi appassiona...il cibo, e non solo quello.
Nella mia modesta vita devo sinceramente ringraziare la mia bisnonna, e di seguito mia madre (quelle volte che si impegnava a cucinare), per avermi fatto amare il cibo. A detta loro, sono sempre stata una buona forchetta, non disdegnavo nulla, a parte le carote e zucchine lessate, o anche le barbabietole, che ho iniziato ad apprezzare in questi ultimi anni.

La mia bisnonna, da parte materna, era una tipa tosta; ma anche quella paterna non scherzava, purtroppo non l'ho mai conosciuta, come non ho potuto conoscere la sua cucina della bassa Lombardia.
La mia bisnonna materna (Emma), classe 1889, all'età di otto anni andava a lavorare come mondina, portava poi il fratellino più piccolo nel cesto e andava al fiumiciattolo a lavare i panni; è stata sposata per procura (venduta), ha vissuto due guerre, e sotto il dominio nazi-fascista, visto che faceva la cuoca per un gerarca, rubava il "rubabile" per dar da mangiare a tutto il vicinato, che non se la passava tanto bene.

Ricordo ancora il profumo dei suoi risotti, soprattutto quello allo zafferano, tipico di Milano, di come conoscesse, senza fare scuole e corsi, ortaggi, frutta e carni. Di come sapesse sapientemente lavorarli, e di come non fidarsi delle primizie; perché diceva, che i primi erano troppo giovani e non avevano sapore. Non si sbagliava mai!
Al di là che cucinasse anche la carne, quello che più mi è rimasto impresso, nel corso degli anni, era la sua sicurezza e dimestichezza, in cucine che professionali non erano.
Era proprietaria di una trattoria e di una collinetta, nel pavese, che produceva vino e che, ahi me, perse per brutte vicende famigliari.
E' grazie a lei, e poi a mia madre che ho imparato la "cremolada", o crema di verdure!

Probabilmente vi chiederete, cosa potrà mai interessare a voi della mia bisnonna, materna o paterna che sia; e questo è il punto!
Io credo che non ci si debba mai allontanare dai racconti orali, che siano di vita o di cucina, poiché è in questi racconti, che ritroviamo noi stessi e riusciamo a capire cosa e chi, effettivamente si cela dietro ad un piatto o ad un prodotto (di qualità), che possiamo trovare sulle nostre tavole.

Ed è questo il mio intento...trovare produttori e prodotti di qualità, accessibili a tutti; prodotti e produttori che hanno una storia da raccontare, che sia di passione, amore, e anche di sofferenza.
Perché dietro ad una azienda e dietro ad un prodotto, ci sono persone che aprono il loro cuore e si mettono in gioco ogni giorno, perché questo loro amore arrivi anche a noi.

E questo è quello che ho percepito, quando ho assaggiato questo vino e dopo aver conosciuto anche il produttore.

Questo è un vino che proviene dalle terre della Sicilia, e precisamente dalla zona di Marsala, ha un colore giallo paglierino; nella descrizione tecnica del vino, parlano di "olfatto" intenso e floreale, ma a me ha ricordato tantissimo la vaniglia; in bocca è morbido e vellutato.
L'abbinamento che viene proposto è con il pesce o con piatti tipici siciliani, come la Busiata cu mataracco,Caponata e cous cous di pesce povero, ma essendo vegana ho elaborato questo arrosto, per accompagnare il vino. ;)

INGREDIENTI
per l'arrosto
2 confezioni di seitan in polvere
2 cucchiai di fiocchi d'avena
3 cucchiai di farina di ceci
3dl di brodo vegetale
1 cucchiaio di lievito alimentare
1 cucchiaio di salsa di soia
1 confezione di cannellini o ceci (già cotti)
1 spicchio di aglio

per il ripieno
4 mazzetti di spinaci
1 carota e 1 patata cotta al vapore
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1 presa di sale
pepe q.b
1 cucchiaio di salsa di soia

per la crema di verdure
1 carota 
1 costa di sedano
1 cipolla
acqua q.b
1 presa di sale
1 spicchio di aglio


PROCEDIMENTO
per l'arrosto
In una terrina metto il preparato per il seitan, il lievito alimentare e la farina di ceci. A parte frullo il brodo con i legumi, che aggiungo nella terrina con il preparato di seitan. Mescolo bene con un cucchiaio fino a quando non ottengo una massa lavorabile. La stendo poi tra due fogli di carta da forno e le do uno spessore di 1cm circa.

per il ripieno
Preparo pra gli spinaci, facendoli appassire in padella.
In un'altra terrina trasferisco gli spinaci e le verdure cotte a vapore, mescolo bene e lo stendo sulla superficie dell'arrosto.

per la crema di verdure
Trito la carota, la cipolla, ed il sedano. In un pentolino, non troppo capiente, aggiungo dell'olio, e le verdure. Faccio rosolare per qualche minuto, aggiungo un bicchiere di acqua calda e faccio cuore per 15 minuti. Quando le verdure saranno morbide, la crema è pronta. Se volete poi una crema, dove le verdure non sono a pezzi, frullatela due minuti con il frullatore ad immersione.


assemblaggio
A questo punto inizio ad arrotolare l'arrosto, sigillando le due estremità, e sulla superficie stendo un velo di salsa di soia. Lo avvolgo nella carta da forno,  lo chiudo poi nella carta di alluminio, e lo metto su di una placca da forno rettangolare.
Inforno ad una temperatura di 180° per 60 minuti, girandolo ogni tanto. Una volta terminata la cottura, lo lascio leggermente raffreddare, in modo da poterlo tagliare con facilità.
Lo servo poi nei piatti accompagnato dalla crema di verdure, e da un ottimo STILLA, che potete trovare qui.


mercoledì 11 novembre 2015

CONSAPEVOLMENTE VEGAN!

Questa è la mia primissima recensione di un libro, e spero di recensirlo bene; nel senso che vorrei riuscire a trasmettervi, con parole, quello che questo libro ha trasmetto a me (pur essendo vegana da ormai 20 anni e vegan-crudista da due).
Ma prima vorrei fare una premessa, perché credo sia doverosa, nei confronti dell'autrice.
Lucia Valentina Nonna è, da qualche anno, una foodblogger conosciuta nel "mondo" vegan e non; il suo Blog LaBalenaVolante è pieno, non solo di ricette, ma anche di libri e viaggi.

 Si perchè a Lucia, oltre che cucinare, piace  anche leggere e viaggiare.
Ad ogni libro è abbinata una ricetta, ed in ogni suo viaggio vengono menzionati localini, ristoranti dove poter mangiare vegan, o riproporre delle ricette che lei stessa ha addentato.

Il suo è un blog rivolto a tutte a tutti; a tutti coloro che vogliono capire ed informarsi, per poter intraprendere un cammino consapevole e di rispetto, e a tutti coloro che vogliono trovare qualche idea in più per le loro ricette.

Ho avuto l'immenso piacere di conoscere Lucia, di persona, a Fa' La Cosa Giusta a Milano.
Mentre ero presissima nel fare dimostrazioni di succhi, frullati e ricette Raw, mi trovo davanti Lei, con i suoi capelli rossi, luminosa e sorridente. E' stato subito feeling; anche se ad essere sincera, questo feeling si era creato tempo fa sul web. Parliamo del più e del meno, tra un taglio di carota e uno di barbabietola, promettendoci di sentirci al più presto.
Tutto questo succedeva ad Aprile.

E nel frattempo Lucia, scriveva il suo personalissimo libro.

Un libro che, a differenza del titolo, non racconta i trascorsi quotidiani di una famiglia vegan...no,no. Racconta di come Lucia, con la sua sensibilità, la voglia di conoscere e capire, l'amore ed il rispetto verso gli animali, l'abbiano portata a questa scelta consapevole, e di saper coinvolgere, senza forzature, in questa scelta, anche persone a lei vicine.

Posso assicurarvi che non è per nulla un libro troppo serio, anzi l'autrice, gioca molto sull'autoironia, e rende il tutto piacevolmente fresco e scorrevole.

Il libro è diviso in capitoli, ventotto per la precisione; dove Lucia si racconta (già dal primo capitolo); ci racconta di come, possa essere facile cadere nel tranello della contraddizione in-consapevole; ma che grazie alla sua voglia di conoscere, di capire, grazie anche a persone, come Angela  e Lidia, che l'aiutano in questo suo percorso, ci si possa evolvere e liberarsi da tutti quei legami (culinari), dati da retaggi  tradizionali. Di una tradizione, che vedeva e vede, purtroppo e troppo spesso, ancora gli animali, come merce da mangiare (sacrificare inutilmente), da sfruttare per trarne profitto.

Lucia riesce in tutto questo, si documenta; non solo legge libri ed articoli scientifici, cita anche direttive legislative, articoli di testate straniere importanti (come il New York Times). Si pone, inizialmente, domande che, per chi inizia questo cammino consapevole, normalmente si pone.
Domande su come e dove poter prendere le proteine, il ferro, quali alimenti mangiare per poter avere un giusto apporto nutrizionale, senza ovviamente, rinunciare alla buona cucina, che sia fatta in casa o cucinata in ristoranti e bar.
Aiuta a capire, che per mangiare vegan, non c'è bisogno di cercare chissà quali alimenti, poiché possiamo tranquillamente, soddisfare palato e stomaco, anche con semplicità.

Ed è proprio con semplicità che Lucia, permette a tutti noi, con questo suo libro, di poter intraprendere questo percorso, senza farsi prendere dal panico; ma che con la documentazione, l'amore verso gli animali ed il nostro pianeta, si può cambiare in meglio...

venerdì 9 ottobre 2015

VEGAN ITALY: UNA RIVISTA A 36O°



Ultimamente è nata una nuova rivista, che non tratta solo ed esclusivamente di ricette vegan; ma va oltre.
Spazia dalle ricette, appunto, a come potersi muovere, in giro per il mondo trovando sempre locali, negozi che vendono abbigliamento etico; si potrebbe parlare di una cartolina di viaggio.
Interviste a personaggi sia dello spettacolo che dell'economia, con una loro versione sul perché della scelta vegan, e l'interesse che può, questa scelta, incidere sul benessere del nostro pianeta.
Inserti speciali, come in questo numero con ISA CHANDRA MOSKOWITZ, che ha fatto della propria scelta di vita un lavoro a tempo pieno, e che divulga golosamente con le sue ottime ricette.

Poi c'è MIMI KIRK, che ci porta a scoprire il suo cambiamento, grazie ad una alimentazione Vegan-Crudista; e UMBERTO VERONESI, che ci spiega la sua filosofia sul rispetto della vita.

Ma non preoccupatevi...le ricette sono tante, molte! Dall'utilizzo delle erbe spontanee, alle ricette dal mondo.

Aprendo la rivista è possibile essere guidati, al suo interno, scoprendo tutti gli argomenti trattati, e i nomi dei vari collaboratori, che aiutano a rendere interessante questa rivista, un calendario sulla stagionalità degli alimenti del mese e anche sulle erbe aromatiche (molto utile). Una sezione dedicata alla posta, con gli esperti pronti a rispondere ai vostri dubbi, sull'alimentazione, sul sociale e sui dubbi che possono riguardare il nostro atteggiamento verso gli amici a 4 zampe.

C'è molto da leggere, è vero; ma vi posso assicurare che sono articoli molto interessanti, dai quali si può prendere spunto, che sia una semplice riflessione, una ricetta, o un appunto per un viaggio annotandosi indirizzi utili. 

 Potrete trovare la rivista a Torino il 17 e 18 Ottobre a Fa' La Cosa Giusta,  presso lo stand della casa Editrice SONDA (STAND P04), ma non solo...ci sarò anch'io, presente allo stand, e terrò due showcooking domenica 18 dalle 11.30 alle 12.30 e poi il pomeriggio dalle 14 alle 15. Trovate tutte le info qui.

Vi aspetto numerosi!! ^_^






mercoledì 17 dicembre 2014

TRUFFLES RAW CON CUORE AL BURRO DI MANDORLE

Ancora non mi sono abituata a queste giornate grigie...no no!
Alzarsi la mattina con il buio, guardare fuori dalla finestra e...sentire un brivido lungo la schiena al solo pensiero di dover uscire ed affrontare tutta quella umidità.
Mi rendo sempre più conto che io e questa città, dove pur ci sono nata, non andiamo poi tanto d'accordo...
Milano è sempre stata una città grigia anche quando c'è il sole, perché ha i colori che ha tendono al pastello e quindi mi ricordano i nebbioni che vivevo da piccola. Cerco sempre con lo sguardo qualcosa, in lei, che mi possa scaldare ma...non riesco a trovarlo.
E questa è una sensazione che mi porto dentro sin da piccola, inverni freddissimi, giornate talmente nebbiose che non vedevi al di là del tuo naso e quell'umido che...riusciva a penetrarti anche il cuore percependone il suo ingresso.
Uhmmm molto spesso penso che basterebbe poco a questa città, meno cemento, più alberi, più verde curato, meno colori grigi delle case!!! E invece...sono qua!...a cercare un angolino caldo.
Così quando rientro la mattina dalle mie commissioni "famigliari", mi appoggio al termosifone  (acceso o spento non importa), guardo fuori dalla finestra cercando qualcosa che mi scaldi.
E allora penso ad un dolcetto fatto con frutta secca che mi ricorda tanto il Sud ed il suo sole, perché una piccola parte di Sud la porto dentro di me sin dalla nascita..


INGREDIENTI PER 10 TRUFFLES

6/8 Datteri Medjoul
1 pugno di uvetta
1 pugno di anacardi
1 pugno di mandorle
4 fichi secchi
1 cucchiaio di burro di cocco
una grattattina di scorza di limone e 1o 2 gocce di olio essenziale al limone (potete sostituire con la scorza di arancia
cocco grattugiato q.b
50gr di cioccolato fondente
burro di mandorle

PROCEDIMENTO

Nel frullatore metto la frutta secca ( datteri e fichi tagliati a pezzi), la scorza del limone e il burro di cocco. Frullo bene in modo che diventi una bella pappetta.
In una ciotola verso il cocco grattugiato, che mi servirà da copertura.
Nel frattempo tolgo l'impasto dal frullatore e ne prendo dei pezzetti, li appiattisco e al centro metto un pochino di burro di mandorle; chiudo il pezzetto su se stesso e formo una pallina. Continuo così fino ad esaurire l'impasto e poi ogni singola pallina la metto nella ciotola del cocco grattugiato, fino a ricoprirla bene tutta.

Taglio poi il cioccolato in scaglie e lo metto a sciogliere a bagnomaria.
Adagio bene i truffles su di una teglia coperta da carta forno,e con una forchetta intinta nel cioccolato ci faccio dei disegni sopra...
Metto poi in frigo per 15 minuti in modo che il cioccolato si rifreddi bene e poi...lascio a voi immaginare! ^_^




sabato 29 novembre 2014

TORRETTA DI BARBABIETOLA E CAVOLO RAPA




Sto scoprendo, ultimamente, quante delizie può regalarci l'autunno e l'arrivo dell'inverno. Quando si pensa ai colori (in tavola),viene sempre in mente l'estate ma......volgiamo mettere l'autunno con le sue zucche, i cachi, i fichi, i fichi d'india ecc...colori che vanno dall'arancione passando dal porpora (dei fichi d'india e delle prime barbabietole) a tutta la gamma dei verdi e delle terre.
Seguire dal punto di vista alimentare la stagionalità degli alimenti, e intendo la stagionalità quella VERA, offre davvero un a miriade di sorprese e bellezze sia dal punto di vista del gusto che della vista.
Ammetto comunque la mia pecca nell'acquistare prodotti come l'avocado e le banane, ma non posso farne a meno...mi piacciono troppo. vero è anche che la Sicilia e la Puglia ci possono offrire frutti tropicale di altissimo livello, per quanto riguarda i sapori; ma è altrettanto vero che non potrà mai competere, in quanto a dimensioni, con una papaia o avocado del Brasile ;)

La ricetta che sto per postare nasce dall'amore sfrenato che ho per le barbabietole.Purtroppo molto spesso in commercio le troviamo sempre prive delle loro foglie, altrettanto commestibili, e le si possono utilizzare crude per estrarne il succo che tagliarle a striscioline fini da mettere nelle insalate. Sono una fonte di ferro (per 100gr di radice si ha 1mg di ferro), alta fonte di vitamina A (per 100gr di radice 263mg ) e di vitamina C (per 100gr di radice 18mg).
Ma anche il cavolo rapa non scherza affatto!!! Ricchissimo di calcio!!!
Insieme lasciano al palato un retrogusto di terra e di piccantino, ma vi assicuro che la barbabietola con il formaggio di anacardi è una vera delizia...no di più!!!
Quindi lascio a voi la voglia di cimentarvi in questa SEMPLICISSIMA ricetta e sono sicura che...anche se non amate le barbabietole andrete pazzi per il formaggio di anacardi!!  ^_^

INGREDIENTI (per una persona)

1 barbabietola piccola
1 cavolo rapa piccolo (se vi avanza potete poi gratuggiarlo nelle insalate)
Succo di un limone
semi di papavaro per guarnire
FORMAGGIO DI ANACARDI

100gr di anacardi
1 avocado piccolo
1 spicchio di aglio
pepe nero q.b
sale q.b
2 cucchiaini di limone
1 cucchiaino di aceto di mele
acqua q.b

CREMA DI AVOCADO AI POMODORI

1 avocado piccolo
5 pomodori secchi
1/2 carota
1 cipolla di Tropea
sale q.b


PREPARAZIONE

Innanzitutto metto a bagno gli anacardi e li lascio in ammollo per due ore (se fai anche tre non gli fanno male).
Preparo la barbabietola se ha troppa terra la lascio a bagno 5 minuti; la taglio con una mandolina a fette sottili e la lascio marinare 1 ora nel succo di limone in modo che diventi più tenera. Lo stesso procedimento lo uso anche per il cavolo rapa.
Nel frattempo preparo la crema di avocado ai pomodori...
Metto i pomodori a bagno e li lascio per 30 minuti, passato questo tempo inizio a tagliargli a pezzetti e faccio la stessa cosa per la carota e la cipolla, aggiusto poi di sale. Metto tutto in un contenitore alto e con il frullatore ad immersione frullo bene tutto, fino a che mi risulta una crema bella soffice ed omogenea e metto da parte.

Per il formaggio agli anacardi passate le due ore scolo gli anacardi, li metto in un contenitore alto, aggiungo il limone, l'aceto di mele, il pepe nero, il sale, l'aglio schiacciato e un pochino di acqua.
Con l'acqua ci andrei piano, potete aggiungerla poco per volta; con il frullatore ad immersione frullo tutto...il risultato che dovete ottenere è di una bella crema corposa.

A questo punto passato anche il tempo della marginatura, e da mò visto che son passate due ore per gli anacardi ;)
prendo un coppa pasta e inizio a mettere la prima fetta di barbabietola, uno strato di crema o di formaggio e metto poi una fetta di cavolo rapa.
Insomma...alterno sia le creme che la barbabietola e il cavolo rapa, per poi concludere con una bella cucchiaiata di formaggio ed una bella spolverata di semi di papavero.
Ohi!!!! Io ho scelto i semi di papavero ma potrebbero essere anche...che so...semi di sesamo, una granella di pistacchi...fate voi!
Se vi avanza poi del formaggio e avete ancora una barbabietola in casa, vi consiglio di tagliarla a rondelle e poi a strisce di 1/2 centimetro, metterle poi su di un piatto, aggiungere un po' di quel fantastico formaggio, programma televisivo preferito e lettura preferita e....ecco un fantastico snack!!!







domenica 1 dicembre 2013

DIPLOMATICA

E perché dico io non provare a cimentarsi con un dolce tradizionale della pasticceria convenzionale???
E perché poi non provare a fare una torta, come quella che sto postando ora, per una persona che l'ha pure ordinata??
Ecco detto fatto!!! Et voilà...una bella e buona diplomatica, anche leggera visto che nella crema pasticcera non ci sono latte di mucca e uova che ti si impiantano nello stomaco!!!
Non vi dico che fatica ho fatto a tenere tutti fuori dalla cucina mentre preparavo ogni singolo ingrediente, per non parlare poi della pasta sfoglia una volta uscita dal forno...
IMPORTANTE...un piccolo suggerimento, vi consiglio di partire dalla pasta sfoglia che è quella più laboriosa da fare sempre se volete farla voi! ^_^

INGREDIENTI

PER IL PAN DI SPAGNA

la scorza grattugiata di un limone
3/4 di tazza di farina
1 cucchiaio 1/2 di fecola
1/2 tazza di margarina (autoprodotta)
1/2 tazza di zucchero
1/2 tazza di latte di soia (o quello che più gradite)
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b

PROCEDIMENTO

Sciolgo la margarina a fuoco bassissimo, aggiungo lo zucchero e mescolo molto bene. Inizio poi ad unire la farina mescolata precedentemente alla fecola, alla scorza del limone, al lievito e al sale. Continuando poi a mescolare aggiungo il latte a filo fino ad ottenere un impasto fluido e senza grumi.
Lometto poi in una tortiera di 22cm e cuocio a 180° per 20-25 minuti. se vedo che diventa troppo scura copro la tortiera con della carta di alluminio e termino la cottura.

PER LA CREMA PASTICCERA

2 cucchiai di zucchero
1/2 cucchiaio di fecola
2 tazze di latte vegetale
2 pezzetti di scorza di limone
un pizzico di vaniglia in polvere
un pizzico di curcuma (per colorare)
un pizzico di sale

PROCEDIMENTO

In una casseruola metto ad intiepidire il latte di soia con la scorza del limone. In una ciotola a parte metto gli ingredienti secchi.
Quando il latte è tiepido elimino la scorza e lo aggiungo agli altri ingredienti mescolando bene per non formare grumi.
metto nuovamente la casseruola sul fuoco continuando a mescolare, dopo qualche minuto la crema inizia a solidificare ed è pronta per l'uso una volta intiepidita.
P.s se dovesse risultare troppo liquida, basta aggiungere un altro cucchiaio raso di fecola. ;)

PER LA PASTA SFOGLIA

(qui vado in grammi)

500gr di farina
450gr di margarina
250 ml di acqua
sale q.b

PROCEDIMENTO

Mescolo la margarina con 1/4 di farina, raccolgo il composto a forma di mattone e lo metto in frigo per 30 minuti.
Lavoro poi il resto degli ingredienti in un impasto omogeneo, lo avvolgo in un panno umido e lo lascio riposare in frigo per 30 minuti.
Passato il tempo del riposo spiano questo impasto e gli metto dentro l'impasto "mattone" di margarina fatto prima. Lo batto bene fino a che non diventa piatto e liscio; lo infarino leggermente e lo stendo con il matterello. Lo ripiego poi in 4 e lo lascio riposare per altri 30 minuti in frigo.
Dopo di che lo infarino e lo tiro con il matterello, lo reinfarino, lo piego in 4 e lo faccio riposare per 15 minuti a temperatura ambiente.
passato questo tempo lo posso usare!!!

ASSEMBLAGGIOOOOOOO

Dunque...dunque...come potete vedere dalle foto che ho messo io ho alternato gli strati mettendo prima la pasta sfoglia, ma....per essere precisi ho fatto così: ho cotto il pan  di spagna in una teglia rettangolare in modo che poi la dovessi solo rifilare (così è stato ^_^). Ho tagliato il pan di spagna in due mattonelle e le ho bagnate con una miscela di acqua e aroma di limone, questo perché mi è stato chiesto di non farla liquorosa, ma se voi oleate potete usare il liquore che più vi piace.
E l'ho lasciata  con la bagna mentre mi dedicavo agli altri impasti...
Quindi una volta avuto tutto a portata di mano ho assemblato come dicevo sopra alternando gli strati; sotto pasta sfoglia, crema pasticcerà, pan di spagna, crema. sfoglia crema, pan di spagna, crema e per ultimo pasta sfoglia. Qui poi potete creare le decorazioni che più vi piacciono con lo zucchero a velo e...buona diplomatica!!! ;)

martedì 29 ottobre 2013

FINALMENTE ECCOLO QUI!!!

Ciao a tutti
Ebbene si…ce l'ho fatta!!!
Finalmente sono riuscita ad organizzare un corso di cucina Vegan nel quale affronterò un menu Natalizio!!!
Perché sembra facile, ma…non lo è affatto! Anche perché penso sempre a come mi ritrovo io…all'ultimo momento a fare tutto!
Poi cerchi sul web e ti ritrovi spesso delle fantastiche ricette, nelle quali però sono richiesti ingredienti che spesso in casa non hai! o_O"
Quindi ho pensato di organizzare questo corso per poter affrontare un menu che possa essere accessibile a tutti in quantità di tempo e di reperibilità dei prodotti!
Anche perché credo fermamente nella semplicità unita alla passione, dove anche un piatto "semplice" fatto con amore possa risultare una vera prelibatezza! ;)
A presto…..

venerdì 25 ottobre 2013

CESTINI DI FALAFEL...A MODO MIO!

Era da un sacco di tempo che volevo provare a fare i falafel, anche perchè per i ceci io ne vado davvero matta!!! Dico sul serio...non capisco più niente, è un legume che si presta a moltissime ricette e "ritocchi"; lo puoi mettere ovunque e sai che non ti deluderà...MAI!!!!
A volte mi sembra di essere letteralmente coccolata da questo legume, soprattutto quando lo si prepara in crema (con qualsiasi ingrediente aggiunto); ti avvolge in modo caldo e il suo sapore risale lentamente arrivando al palato e poi al naso!
Così ho voluto provare questa volta a fare i FALAFEL, rivisitandoli un pochino e per renderli anche più colorati alla vista che...non guasta mai!!
Posso assicurare che non è affatto una ricetta complicata, anzi tutt'altro.

INGREDIENTI

PER I FALAFEL

1 confezione di ceci lessati 250gr ca
1/2 cipolla rossa (scusate ma io uso quelle di Tropea perchè sono dolcissime)
1 cucchiaio di lievito alimentare
una presa di sale
uno spicchio d'aglio
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di semi di cumino macinati
3 cucchiai di olio evo
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
semi di sesamo

PER I CESTINI DI PANE

1 tazza di farina mix  (integrale e 00)
una presa di sale
1 cucchiaio di olio evo 
1/4 di lievito di birra
acqua QB

PER L'INSALATA

valeriana
qualche pomodorino ciliegino
gentile
germogli di fieno greco (o quelli che avete in casa, vanno bene anche alfa alfa, di porro sono squisiti...)


PROCEDIMENTO

Per FALAFEL frullo tutti gli ingredienti insieme, il sesamo lo tengo da parte perchè mi servirà (se poi lo volete) a ricoprire i falafel.
Devo ottenere una consistenza cremosa dell'impasto, se fosse troppo denso aggiungo dell'acqua al contrario posso usare della FARINA FIORETTO.
A questo punto prendo l'impasto e ne faccio delle piccole palline che poi passerò nei semi di sesamo, se vorrò usarli, e li dispongo su di una teglia rivestita di carta forno e spennellata con dell'olio evo; in questo modo le polpettine non si attacano! ;)
Metto in forno a 180° per 15 minuti fino a che la superficie non sarà dorata.

Mentre i falafel cuociono in forno,preparo l'impasto per i cestini. 
Sciolgo a parte il lievito in una tazza con un pochino di acqua, che metterò poi nell'impasto. In una terrina metto insieme tutti gli ingredienti compreso il lievito sciolto e aggiungo poco alla volta l'acqua perchè l'impasto deve risultare morbido e devo formare una palla che poi lascerò riposare per 10 minuti (il tempo di cottura, più o meno dei falafel).
Per fare i cestini prendo delle coppette o delle tazzine, o quello che ho in casa che mi possa permettere di posizionarci sopra la pasta e darle la forma del cestino.
Quindi...passato il tempo di posa, prendo l'impasto e lo divido in palline, tante quante voglio che siano i cestini.
Con una "cannella" (mattarello) stendo la pasta della pallina fino a che raggiunga un diametro (a occhio eh?!) di circa 12 cm.
Con la carta da forno faccio dei cerchi dello stesso diametro della pasta e li posiziono sulla pasta stessa, in modo che una volta messi sopra le ciotoline o le tazzine...non si attacano e.......non li staccate manco a pregare!!
Metto le ciotoline sopra ad una teglia ed inforno a 180° per 15/20 minuti. Il pane non deve risultare troppo croccante...
Preparo ora l'insalata mista con il condimento.
A questo punto ci si sbizzarrisce con la composizione: cestino di pane con insalatina e falafel; la quantità di questi ultimi dipende da voi e da quanto son grossi. ^_^
Buon appetito o buon aperitivo perchè fanno la loro bella figurina serviti anche per queste occasioni!! :D

lunedì 30 settembre 2013

Una bella iniziativa



 L’iniziativa è stata promossa da Edizioni Sonda, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività, in collaborazione con i ristoranti e locali veg, ed invita tutti i propri lettori e tutti i vegetariani e vegani italiani a trovarsi idealmente ad una cena vegan il 4 ottobre per celebrare il proprio
amore per la natura e gli animali: insomma, si tratta di una festa “simultanea” che coinvolga tutto il mondo veg italiano.
QUANTI SONO I VEGETARIANI E I VEGANI IN ITALIA?
Dal Rapporto Eurispes 2013 emerge che il 6% (ben 3.720.000) degli Italiani è vegetariano (il 4,9%) o vegano (1,1%), percentuali che sono aumentate del 2% rispetto al 2012.
Dal rapporto emerge che sono più donne ad aver effettuato una scelta etica sull’alimentazione (più del doppio rispetto agli uomini: 66,7% contro il 30,8%), una scelta dettata principalmente da motivi di salute.
PERCHE’ UNA NOTTE VEG?
La Notte Veg rappresenta l’occasione per ritrovarsi a cena, sperimentando un’alimentazione sana e genuina, e comunicando, a chi ancora non li conosce, gli aspetti positivi legati a una scelta alimentare vegana, fornendo alternative alimentari a carne e latticini, per sviluppare la consapevolezza sulle proprie scelte alimentari.
Tendiamo a non pensare a quello che mangiamo come a una questione etica – spiega Sonda in merito alle finalità dell’iniziativa -. Lo è il nostro impegno per la comunità civile, o il nostro rapporto col fisco o, al limite, la nostra vita sessuale. Raramente ci chiediamo quali siano le conseguenze etiche di cosa mangiamo: c’è mai stato un politico la cui immagine sia stata danneggiata da rivelazioni su cosa mangia?
COSA SI FA NELLA NOTTE VEG?
Cosa si fa? I ristoranti e i locali che partecipano all’iniziativa, anche non specializzati, proporranno esclusivamente una
cena e un menu’ vegan per mangiare insieme e per condividere e diffondere un messaggio di rispetto universale.
Ogni locale, ogni associazione e ogni famiglia o persona che aderirà a questa iniziativa potrà completare la serata, fino a tardi, con attività originali (presentazioni librarie, letture ad alta voce, musica, conversazioni, proiezioni…). È in via di definizione il programma all’insegna della spontaneità, in cui ciascuno possa interpretarlo, se vuole, a modo suo, con originalità e fantasia.
La casa editrice mette a disposizione la VegAgenda 2014 con i suoi autori e collaboratori, nonché tutti i suoi libri.
Insomma, una bella iniziativa per una cena buona ed etica.